Fabio Saccà appartiene a quella rara categoria di chef che hanno sviluppato un’ossessione vera per la materia prima del territorio. Mare e terra fino al midollo. I suoi punti di partenza sono i sapori autentici e il Mar Jonio calabrese, quello profondo. Fabio lo conosce metro dopo metro, fondale dopo fondale, e lo valorizza come si deve. Senza compromessi. E quando fa incontrare il pescato di giornata con la biodiversità aspromontana, i suoi piatti diventano un racconto raffinato che resta addosso e fa venire voglia di tornare
Qui si può anche scoprire il pesce frollato, trattato con rispetto e conoscenza, per esaltarne consistenza e profondità di gusto. E poi ci sono i crostacei. Pescati con le nasse nei profondi canyon, o fosse, tra Punta Stilo e Capo Zefirio, sono tra i più saporiti del Mediterraneo. Il resto è un tocco segreto dello chef e un filo d’olio di olive geracesi.
Fabio sa che il dialogo con chi coltiva, alleva, raccoglie e pesca deve essere continuo, vivo, quotidiano. È lì che nasce tutto. Il menù cambia ogni giorno e si traduce in piatti essenziali, leggeri, sempre nuovi, senza perdere le radici. Piatti che restano addosso, come il sale dello Jonio. Accanto a lui,sua moglie Nadia. Non semplicemente in sala, ma cuore silenzioso del locale: accoglie, osserva e cuce ogni dettaglio con una cura quasi invisibile.














Il menù cambia continuamente in base al pescato del giorno, con piatti leggeri e sempre nuovi.
Piatti che restano addosso, come il sale dello Jonio. L'essenza del mare, l'eleganza dell'istante: dove la profondità dello Jonio incontra l'arte della cucina d'autore.
Il ristorante Blanco Osteria da Fabio, figura nella Guida Michelin 2026
Passione e territorio.
Fabio Saccà resta saldamente ancorato alle materie prime, scelte una per una tra piccoli produttori locali, seguendo il ritmo naturale delle stagioni, dalla carne agli ortaggi, senza scorciatoie. Per lui non è solo una scelta etica, ma un patto: come i clienti, anche i produttori devono trovare soddisfazione e sentirsi parte, protagonisti veri della sua osteria.
Ha lavorato a Cipro, New York, Toronto. In Europa e Africa. Una vita in cucina. Un viaggio lungo, fatto di sacrifici e conoscenza. Ha collezionato esperienze e ne ha fatto tesoro. Poi, cinque anni fa, il ritorno in Calabria. Nei piatti ha messo tutto: competenza, tradizione e quel tocco di delicatezza che si scopre prima con gli occhi, poi con il gusto.
